| La storia del Surf Casting Pescare a surfcasting significa lanciare oltre l'onda".Questa tecnica nacque in Florida circa un secolo fa grazie ad alcuni pescatori che trovarono il sistema di insediare grossi pesci predatori dalla riva innescando pesce vivo con attrezzature molto rudimentali. Infatti nei bacini atlantici, dove l'alternarsi costante delle maree crea grossi dislivelli, i pescatori capirono per primi che i grossi predatori si avvicinano a poche decine di metri dalla riva alla ricerca dei pesci foraggio, sospinti dalla marea ed attratti dal cibo che giunge dalla spiaggia. In quelle zone la marea, quasi sempre tre volte al giorno, dà luogo ad onde possenti in grado di rivoltare il letto della spiaggia facendo emergere una notevolissima quantità di cibo. Negli altri mari del mondo invece, e soprattutto nel Mediterraneo, le mareggiate sono saltuarie e spesso difficilmente prevedibili, motivo per cui i surfcaster hanno cambiato profondamente questa tecnica insediando molto più spesso grufolatori che grossi predatori. Il surf casting (letteralmente "lancio sull'onda") è una modalità di pesca che si effettua dalla spiaggia, con canne capaci di lanciare il complesso terminale (esca e piombo) a distanze considerevoli dalla riva. Questo tipo di pesca nasce nell'oceano atlantico ma è stata adattata con successo alle nostre coste. La disciplina del surfcasting nella sua origine oceanica sfrutta l'andamento delle maree, le quali possono produrre, nel loro alternarsi, significative turbolenze sottomarine nei pressi della costa; tali turbolenze, sommovendo il fondale sabbioso con moto circolare, creano una zona particolarmente ricca di cibo, dai microorganismi ad animali di taglia maggiore (anellidi e granchi), i quali sono base dell'alimentazione per i pesci 'grufolatori' e 'predatori', grandi e piccoli. Una vera e propria 'catena alimentare.' Nella versione mediterranea del surfcasting le maree non sono sufficienti da sole a produrre tale turbolenza, pertanto ci si avvale dell'ausilio delle mareggiate anemometriche; osservando il mare aperto in presenza di moto ondoso di intensità apprezzabile, si noterà come le onde inizino a "gonfiarsi" tutte nello stesso punto, cioè quando la metà dell'altezza dell'onda è maggiore della profondità del mare: è il punto in cui inizia il vomere delle onde sul fondo e quindi, il deposito organico tipico del surfcasting. I grossi predatori, meta ambita più d'ogni altra in questa specialità, si avventurano tra quei flutti in cerca del cibo, costituito dagli organismi dissepolti o dai pesci esca in pascolo sul settore. E' questo il motivo per cui l'esca deve essere lanciata in prossimità dell'ultima linea dei frangenti verso il largo, generalmente attorno ai 100 o più metri dalla battigia (in relazione alla profondità della spiaggia, talvolta anche a pochi metri dall'arenile, nel caso di fondali digradanti rapidamente), ragione per cui l'attrezzatura da surfcasting è studiata per lanciare molto lontano. Nel mar mediterraneo la stagione del Surfcasting va da Ottobre ad Aprile periodo durante il quale le mareggiate portano allo scoperto gli organismi bentonici che costituiscono la base alimentare accumulatasi durante l'estate. |   |